VOODOO SOUND CLUB

 

DISCOGRAPHY


MAMY WATA

Feat. Banda Comunale della citta’ di Russi

Brutture Moderne, 2013


VOODOO SOUND CLUB: AFROBEAT TRA BALLO, MAGIA E IMPEGNO SOCIALE

VOODOO SOUND CLUB: AFROBEAT TRA BALLO, MAGIA E IMPEGNO SOCIALE  


DI SUSANNA LA POLLA


da Repubblica.it Bologna del 17-12-13


Una miscela esplosiva di funk, psichedelia e musica afro unita al suono di una banda di paese. Sono questi gli ingredienti di “Mamy Wata”, il nuovo album dei Voodoo Sound Club, formazione guidata dal sassofonista e clarinettista bolognese Guglielmo Pagnozzi (già con Enrico Rava, Sangue Misto e Roy Paci) che per questo secondo disco appena uscito per l’etichetta cittadina Brutture Moderne ha scelto di avvalersi della collaborazione della banda comunale di Russi di Romagna. Un esperimento che nel 2014 vedrà il sestetto composto da Pagnozzi, Davide Angelica (chitarra), Reda Zine (chitarra, guimbri, voce), Salvatore “Messico” Lauriola (basso), Gaetano Alfonsi (batteria) e Danilo Mineo (percussioni) impegnato in una serie di concerti a

Bologna e in regione insieme a questa e ad altre bande musicali. “L’idea” racconta Pagnozzi “era quella di aggiungere una sezione fiati al sestetto base. Cercavamo un impasto timbrico che non fosse quello tipico delle sezioni fiati afrobeat ma che ne conservasse il sound non troppo pulito e professionale, così abbiamo pensato al suono della banda di paese, assolutamente nostrano e Mediterraneo, tra Europa e Africa. La scelta è caduta sulla banda di Russi di Romagna diretta dal maestro Claudio Bondi grazie al nostro illuminato produttore, Andrea Scardovi di Dunastudio”.

I Voodoo Sound Club nascono come jazz band nel 2008 dall’incontro fra Pagnozzi, Alfonsi e il precedente chitarrista della formazione Lazzaro Piccolo, tuttavia, racconta il sassofonista, “dopo l’ingresso di Messico al basso e Danilo Mineo alle percussioni abbiamo cominciato a sentire l’esigenza di sviluppare la dimensione tipicamente intellettuale e riflessiva del jazz in una direzione più magico-animista e abbiamo improntato la nostra ricerca musicale verso un linguaggio più vivo dal punto di vista ritmico, una dimensione più fisica del live che coinvolgesse musicisti e pubblico in un rito musicale tale da evocare la trance tramite la ripetizione ritmica che induce il ballo. Così, inevitabilmente, siamo risaliti alle radici del jazz, che nasce come musica da ballo, e abbiamo trovato l’Africa e la musica di Fela Kuti”. Chiaramente dunque il loro intento va oltre il solo intrattenimento: “L’afrobeat è musica viva e attuale, portatrice di messaggi civili e sociali oltre che puramente estetici” sottolinea Pagnozzi “per quanto ci riguarda è stato determinante l’incontro con Reda Zine, musicista, cantante e intellettuale marocchino con il quale abbiamo finalmente approfondito l’aspetto dei testi. Come Voodoo Sound Club ci interessava infatti sviluppare un messaggio che parlasse della società in cambiamento in cui viviamo, di un’Italia multietnica e multiculturale, dove linguaggi e confini si mescolano insieme e si integrano con le altre culture del mediterraneo, Africa nera compresa”.

In questa direzione vanno anche le lezioni gratuite di musica del Laboratorio Sociale Afrobeat che Pagnozzi organizza al Locomotiv ogni domenica (momentaneamente sospese, riprenderanno con regolarità a gennaio dopo le vacanze di Natale): “un esperimento perfettamente riuscito, in tutti i suoi aspetti, non ultimo quello di favorire un incontro tra i musicisti italiani e quelli africani: tutto ciò sta diventando una realtà stabile e oltre al laboratorio musicale sono nati quello di danza e quello teatrale; inoltre abbiamo lanciato l’idea delle serate AfroSocialClub dove il Laboratorio si esibisce e ospita artisti e dj per una serata interamente dedicata all’afrobeat, all’afrofunk e alla danza afro e breakbeat. È un progetto in evoluzione, potente e bello che tramite la musica vuole diffondere il messaggio di arte e cultura come bene comune, di integrazione di linguaggi e culture”.


http://the-buzz-bologna.blogautore.repubblica.it/2013/12/17/voodoo-sound-club-afrobeat-tra-ballo-magia-eimpegno-

sociale/


Guglielmo Pagnozzi & VOODOO SOUND CLUB

Feat. Roy Paci, Alberto Capelli,  Beppe Scardino,

Edoardo Marraffa, Gabriele Gubellini

Cinedelic Records, 2011



L'afrobeat di Pagnozzi - l'energia corre sul sax


DI GIANNI GHERARDI


da Repubblica del 30 Marzo 2012


Una full immersion nell’afrobeat, "virato" tra jazz e funky e con uno straordinario impatto ritmico, è il

progetto di Guglielmo Pagnozzi, 41enne sassofonista bolognese che nelle otto tracce di questo disco mette tutta la propria energia, anche compositiva e di organizzatore dell’ impianto sonoro.

I terreni che percorre Pagnozzi sono quelli, inevitabili, della lezione di grandi africani come Fela Kuti e Manu Dibango, su cui innesta la propria personale scrittura ed il suono ruvido e corposo del suo sax alto, e che poi sviluppa in modo personale, restando su un livello espressivo sempre raffinato e mai banale. E’ il caso della torrenziale “Afroderrick”, che apre la raccolta, con il rinforzo dei sax ospiti di Edoardo Marraffa e Beppe Scardino. E si sente l’anima jazz del leader capace di guidare chi ascolta verso terreni sonori festosi ed intriganti, senza cadere nel revival spesso tipico di queste produzioni. C’è un entusiasmo che contagia proprio per la voglia di divertirsi e divertire. Anche nei momenti in cui si lascia spazio alle ballad, come le cadenze blues di “Slow”, con la profondità vocale di Amina Abdel.

Il disco, e questo ci piace molto, è come una sorta di pentola sonora in perenne ebollizione con dentro un sound che trabocca e coinvolge, anche quando i brani di Pagnozzi virano verso il funky (“Sound Z”) o quando emerge il linguaggio più jazz (“Ogun”), in cui si nota la lunga frequentazione del sassofonista verso linguaggi tipicamente afroamericani, come un novello Gato Barbieri. Con Pagnozzi ci sono Lazzaro Piccolo alla chitarra, Alessandro Trebo alle tastiere, Salvatore Lauriola al basso, Danilo Mineo alle percussioni e Gaetano Alfonsi alla batteria.




VSC LIVE AT MAURIZIO’S JAZZ FOOD

Blue Maury Records, 2009